L’estate 2010 è firmata Junior Training Family
L’estate 2010 firmata Junior Training Family si è aperta lunedì 26 luglio al Centro Studi Agorà con la partecipazione di molte, entusiaste famiglie.
Genitori e figli pronti a vivere una settimana molto particolare, come protagonisti di un progetto educativo fatto di attività, laboratori educativi e lezioni frontali orientate all’acquisizione di nuovi strumenti pedagogici.
Il percorso di quest’anno, come sempre fondato sui principi di Pedagogia per il Terzo Millennio, si snoda soprattutto attorno ai concetti di neuroni specchio, mediazione e traslazione. Tre idee base di una disciplina, la comunicazione relazionale, intesa come interazione orientata alla segnalazione delle capacità (espresse e potenziali).
L'importanza dei neuroni specchio nella definizione di un progetto educativo orientato a orientare.
Grazie all'incredibile scoperta dei neuroni specchio da parte del neuroscienziato italiano Giacomo Rizzolatti, oggi siamo in grado di capire come percepiamo e comprendiamo il prossimo. Un fattore essenziale per ridefinire alcuni elementi del processo "insegnamento-apprendimento".
Nei primi anni di vita, in particolare, l’apprendimento avviene principalmente per imitazione. Imitazione prodotta proprio dai neuroni specchio, che attivano un'interazione empatica tra noi e chi entra in relazione con noi. L’osservazione del bambino rivolta all’ambiente e alle persone che lo circondano, quindi, genera una risposta cerebrale che si sintonizza sulle corde dello stimolo in ingresso. Questo meccanismo è definito “partecipazione empatica” e si attiva a ogni età.
Un progetto educativo orientato a orientare, deve necessariamente tener conto di questo fattore e sintonizzarsi a sua volta sulle corde cerebrali dell’apprendimento umano.
Junior Training Family, partendo da tali considerazioni e dati scientifici, sottolinea il ruolo fondamentale di mediazione, traslazione ed esperienza motoria nel processo di apprendimento del bambino, che, imitando i comportamenti del genitore, si orienterà nel mondo.
Più saremo capaci di mediare nella nostra vita, più sarà possibile per nostro figlio imparare a mediare nelle relazioni sociali. Più saremo in grado di applicare la nostra conoscenza teorica in maniera applicativa, più il nostro bambino sarà in grado di manifestare la medesima capacità.
Per saperne di più: Neuroni specchio e ambiente favorente: il punto di vista di pedagogia per il terzo millennio, a cura di Antonella Selvaggio - Direttrice scientifica Fondazione Paoletti
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