"Ripensare il processo educativo": Patrizio Paoletti alla conferenza "Saperi in rete"
Siamo lieti di pubblicare sul canale Youtube di Fondazione Patrizio Paoletti, la prima parte dell’intervento di Patrizio Paoletti alla conferenza “Saperi in rete – promuovere una cultura dei diritti dell’infanzia”, tenutasi presso l’Università La Sapienza di Roma lunedì 28 novembre.
Il convegno, realizzato da Fondazione Patrizio Paoletti e Fondazione L’Albero della Vita, è stato Patrocinato dalla Commissione straordinaria per i diritti umani del Senato della Repubblica, dalla Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e dall’Università La Sapienza di Roma.
Le sfide che l’attuale scenario sociale e culturale ci propone sono sempre più complesse. Oggi più che mai le nuove generazioni hanno necessità di una qualità di attenzione, di impegno e di responsabilità da parte di tutte le funzioni sociali direttamente o indirettamente impegnate nel processo educativo e formativo della società.
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“Non si può pensare ai bambini e al loro futuro senza ripensare gli adulti di oggi, senza fornire agli adulti l’opportunità di confrontarsi e di fare rete.
Non possiamo restare chiusi nel nostro spazio di sapere, ma dobbiamo manterene viva, come ha affermato il prorettore dell’Università La Sapienza Francesco Avallone, la nostra curiosità e il nostro bisogno di continuare ad apprendere in modo ininterrotto.
Il diritto dell’infanzia è proprio il diritto all’apicalità, il diritto al continuo miglioramento, il diritto all’eccellenza, vista come modello a tendere. Eccellente è un uomo capace di confrontarsi con se stesso prima che con gli altri e non può esserci un uomo eccellente senza un nuovo modello educativo.
E’ necessario ripensare il diritto allo studio, ma ancor prima ripensare il diritto ad uno sviluppo inteso come capacità di sciogliere i nodi. Ogni bambino nasce con un diritto irrinunciabile a sciogliere i nodi che la vita gli propone: il diritto a un cibo sufficiente, a una qualità d’ambiente che lo rispetti, a un apprendimento orientato e orientante.
Quali sono i nostri partner nel ripensarci educatori? Il nostro primo strumento oggi sono le neuroscienze che, indagando dentro il nostro cervello, spiegandone alcuni meccanismi e analizzando i nostri comportamenti, ci aiutano a ridisegnare il processo psicologico del nostro crescere come individui e del nostro stare insieme.
Grazie a questa nuova visione psicologica ci aiutano a comprendere cos’è la pedagogia, com’è possibile guidare il fanciullo oggi e dove guidarlo esattamente. Maria Montessori aveva già intuito questo 60 anni fa, quindi non c’è nulla di nuovo. La comprensione che riusciamo ad esprimere nei confronti del nostro bisogno di essere educati per divenire poi capaci di eccellenza: questa sì che è nuova e questa è davvero l’opportunità più grande con cui dobbiamo confrontarci.”
Patrizio Paoletti
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